Centro culturale – Museo Trakart – Plovdiv, Bulgaria

Plovdiv

La valutazione del giornale britannico “The telegragh” colloca la citta di Plovdiv (fondata nellánno 4000 a. C.) al 6-o posto delle citta piu antiche. Al primo posto c’è la citta di  Gerico in Palestinina, fondata intorno al 9000 a.C., seguono Biblio in Libano (5000 a.C.), Damasco ed Aleppo in Siria (4300 a. C.) ed infine Susa in Iran(4200 a. C.)

Siette oggi in una construzione dell II – III secondo d.C. Il mosaico che si presenta ai costri occhi è precioso perché è “in situ”, che significa non aspostato e quindi  originale. Anche la strada che attraversa il sottopassaggio e  originale, romana. Questa rappresenta il livello di Plodviv in epoca romana.

Lа citta caratterizzata dalla cosiddetta urbanistica ortogonale,dove tutte le strade sono orientate secondo i punti cardinali :  Decumanus da est a ovest, Cardo sa nord a sud. Il cenro culturale “TRAKRT”  è un progetto publicco – privato.

TRAKART ha realizzato, prezervato ed esporto un prezioso retaggio culturale nel “sottopasso  Archelogico”della citta di Plovdiv: Mozaici romani del IIe IIIsec d.C..

EDIFICIO REZIDENZIALE TARDO – ANTICO EIPHNI : E’ un monumento culturale di importanza nazionale e mondiale. L’edificio rezidenciale a peristilio con mosaici policromi è situato nel nucleo rappresentativo della citta tardo-antica di Filippopoli – ai piedi del Teatro Antico, vicino allo  Stadio Romano, l’Odeon e la Basilica episcopale. Il comlesso residenziale si estende su una superficie di 1600 metri quadri ma è situato solo al suo lato meridionale, dove gli spazi aperti sono divisi in parti ( rappresentativa e domestica), e fanno parte del Centro culturale-museale “Trakart”.

I mosaici di questo edificio, scoperto Dadli archeologi, sono venuti alla luce circa 30 anni fa, durante costruzione della sottovia.  I mosaici fanno parte dell’edificio residenziale a peristilio “EIPHNH” del II-III secolo d.C..dall’altra parte della strada antica sono state scoperte delle parti di altre abitazioni dove pero mancano mosaici sulla pavimentazione.

I locaci della parte sud-ovest sono di tipo domestico – economico, dove sono state rinvenute molte ceramiche. Nella parte orientale si trovano i locali più rqppresentqtivi del complesso abitativo, pavimentati con eleganti mosaici variopinti, disposti attorno ad un cortile a paristilio (cortile con colonnata).

Questo spazio è testimone di un periodo storico di notevole interesse e cioè l’epoca del passaggio dal Cristianesimo apostolico al Cristianesimo ufficiale dellímperatore Constantino il Grande. Nel mosaico è rappresentato un testo di essenziale importanza: Benvenuti, buon soggiorno in pace”, (testo sulla base fontabna di marmo).

EIPHNH (EIRENE) è un simbolo prescristiano della pace.

A differenza di altri edifici dello stesso  periodo, nell ‘edificio ad uso abitativo  Eiphnh non  è statto rinvenuto un sistema di riscaldamento.

La strada di fronte all’edificio è una strada romana originale. Sotto la strada c’è un sistema di canalizzazione delle acque di scarico di dimensioni 7o x 70  cm. L’ingresso centrale  dell’edificio era formato da 2 colonne a frontone con soglia in pietra su cui scorreva una porta di quercia. Nella vetrina è possibile ammirare delle lampada antiche e vasi in ceramica rinvenuti durante gli scavi.

L’ingesso uficiale marcato con soglia di pietra introduce nell’atrio con la sctitta ” Desidereii emo”. (Desiderii fu vescovo uiin quel periodo Filipopoli)

Nell’atrio si trova un secondo strato di mosaico, realizzato nel 343 d. C. poichè i mosaici precedenti furono consumati dai tacchi di metallo delle calzature usate allora. In questo edificio come in parte nel Complesso basilicale, per in anno nel 343- 344, si svolse Concilio ecumentico di Filippopoli.

Da questa stanza si entra in un lungo corridoio a forma di U( pertistilio) che circonda da tre lati il patio (atrio). Il mosaico esposto sul muro è un prolungamento del corridorio in profondità. Tutta la construzione si prolunga il muro a nord ma purtoppo attualmente qui si trovano le fondamenta in  cemento della strada e le ricerche sono impossibili.

I blocchi di marmo a terra fanno parte del patio aperto intorno a cui fu construito l’edificio. Tra il corridoio ed i patio esisteva un basso parapetto da cui partivano una gran quantità di colonne che circondavano tutto il patio cosi detto del tipo peristilio. Ancora esistente è la canalizzaxione per far defluire lácqua dal patio durante le piogge.

I tre masaici sul muro occidentale sono da pavimento ma provengono da un altro edificio – Basilica  episcopale.

Il rifornimento d’acqua per la città proveniva dai monti Rodopi da tre bacini vicino a p.Kuklen e p.Markovo. Tramite un acquedotto l’acqua raggiungeva un distributore situato ai piedi di una delle colline ed utillizzava la pressione gravitazionale, raggiungendo la città. C’erano anche altre numerose fonti di approvvigionamento d’acqua.

Di solito gli acquendotti erano construiti in ceramica ma il tubo d’acqua potebile che alimentava la fontana era di piombo. Il piombo era spesso usato non sdlo per construire tubazioni ma anche per fabbricare posatem stoviglie, ornamenti, ecc.

La construzione termina con un muro ovale chiamato conchiglia(parte più ori orientale del museo). Secondo gli archeologi fu usato come luongo di incontri e discorsi (questa è la pubblicazione ufficiale).

Prima dell’ufficializzazione del Cristianesimo, Filippopoli ospitava un Tempio dedicato a “Mitra” con entrara indipendente della strada.

I mosaici in cornice sul muro copie del mosaico di pavimento provenieente da altro edificio – rezidenza, che si trova vicino ad Ivaylovgrad – “Villa Armira”.

L’Esposizione ÏL VETRO NELL’ARTE ANTICA”, è unica nel suo genere ed è un contributo alla tesoreria mondiale. Segue tecnice specifiche di lavarazione con verto smalto nel periodo di 1000 anni, dal V secondo d.C al IV secondo.. Nelle prome dieci vetrine sono esposti oggetti e vasi di uso comunem finalem anfore, piccole brocche Öynohoe”per oli e profumi, oltre ad amuleti per fertilità e salute. Sono fabbricati con diverse tecnice, modellazione libera, soffio libero, tecnica a sabbia.

Al centro dell’esposizione si trovano sette fiale rituali che servivanoper i riti. Ogni fiala ha un nome : Sapienza, Vita, Indivacione, Terra, Acqua, Cielo e Scelta. Sono fabbricate con la tecnica millefiori. I colori degli oggetti sono di una precisione eccezionale e numerosi dettagli che mostrano una manualità artisticadi eccezionale livello, con indicazioni di messaggi, forme e simboli.

Le analisi, interpretazioni e foto degli oggetti unici che fanno parte dell’esposizione, sono raccolti nell’albo “Il  verno nell’arte antica” di Jorjh Trak e Slavka Cherneva, importante sia per la pratica artistica in cui il vetro “illumina” l’anricità in modi nuovo.

 

 

 

 

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